domenica, 30 dicembre 2007,18:07

1, un inizio anno con forte mal di testa di quelli post-alcohol e una ricerca sul campo
2, un compleanno ad Instanbul
3, un marzo piatto
4, un 25 aprile sui colli bolognesi e poi al pronto soccorso
5, un maggio leggero tra emilia e toscana, bagnato di gewurztraminer
6, lauree di amiche e una notte dormita in macchina in una piazza di forte dei marmi
7, la capitale, un ufficio con pareti gialle, 3 coinquiline nuove, un gatto nero di nome lavoisier, campo de' fiori, san lorenzo e  trastevere la sera
8, una serata di reggae e di passato, mare e silenzio
9, ultimi esami, una serata tra donne, un sabato di chiacchere piacevoli e il ritorno in via nomentana
10, un concerto di Mozart, uno spazzolino da denti elettrico, una rivista da chiudere e il circolo degli artisti
11, ritorno a casa, ritorno con i piedi a terra, brevi ritorni a bologna che hanno scaldato
12, un'ipotesi remota di laurearmi in corso sfumata via

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giovedì, 27 dicembre 2007,21:31

mi fa schifo l'odore di certe case, quell'odore che arriva fino al portone, che si ritrova rinchiuso negli ascensori. quell'odore che mischia cibi cattivi, mobili stantii, polvere e vecchio. mi fa pensare a vite già spese che aspettano il niente. mi fa pensare anche ad appartamenti arredati malamente, ad appartamenti in cui vive una signora anziana da sola che neanche riesce a scendere le scale, in cui vive una signora con la madre che non riesce a capire chi è che suona il campanello, in cui ad aprire verrà un trans brasiliano vestito di una vestaglia di seta gialla soltanto con ai piedi un paio di zoccoletti dal tacco fine, in cui vivono due sorelle che all'ora di pranzo aprono la porta ancora in pigiama tornate dalla casa della vicina anche lei ancora in pigiama, dove una bambina con la voce sottile dirà che in casa non c'è nessuno perchè il babbo e la mamma le hanno insegnato a non aprire, in cui una signora anziana cieca da un occhio mi offrirà una caramella di menta, in cui vive una signora anziana che non può scendere le scale perchè cammina con l'aiuto di una stampella con alle mani almeno 6 anelli in oro giallo dagli occhi azzurri truccati come una ragazzina "e grazie signorina e buon anno!", in cui la signora del piano terra si trova a prendere il caffè con quella del quarto piano e poi arriva anche la signora del quinto, in cui qualcuno si prodiga per tutto il condominio e in cui invece ognuno fa per sè "buongiorno e buonasera", in cui vive una ragazzina che aspetta il ragazzo approfittando della casa libera, in cui vive una signora che ha avuto la bronchite per natale che rincorre il cane willy scappato a pisciare, in cui vivono cinesi che non aprono che non capiscono che si nascondono che sono tanti ma davvero incredibilmente tanti, in cui vive una famiglia pachistana che riceve visite da un'altra famiglia pachistana, in cui in soli 3 appartamenti risultano residenti 50 (!!!) persone, in cui vivono due ragazze di colore che tornano dal supermercato con almeno dieci buste della spesa prima delle feste, in cui ad accudire due gemelline piccole piccole c'è la baby sitter di colore, in cui "signorina grazie e buon anno se non ci si rivede"... no, non credo ci si rivedrà, buon anno anche a lei, in cui "signorina, grazie, e buona fine e buon inizio".. mah, grazie signora, speriamo...

mi piace pensare che non tutti son scortesi con gli sconosciuti. mi dispice pensare che certe nonnine rischiano un bel pò per non essere scortesi con gli sconosciuti. mi piace pensare ai ragazzini a casa per le vacanze di natale e quanto è bello stare in pigiama fino all'ora di pranzo senza i genitori a dirti di cambiarti. mi piace pensare alle signore che puzzano di soffritto, sanno di mamma. mi dispiace pensare alle famiglie che non conoscono i propri vicini di casa, anche se in certi casi è molto meglio non conoscerli. mi piace pensare alle signore anziane che si ritrovano per il caffè, truccate e rivestite. mi piace pensare ai mariti che tornano dal supermercato con la propria donna. mi piace pensare al papà giovane che apre la porta con il figlioletto in braccio. mi diverte pensare alla signora che apre in accapatoio e che un attimo prima era rimasta senza corrente sotto la doccia. mi piace pensare che si augurino buone cose a chi non si è mai visto e mai si rivedrà. mi dispiace pensare che l'80% delle persone che mi hanno aperto la porta avessero dai 45-50 anni in sù... non perchè voglia incontrare chissà chi ma perchè quando si dice che questo paese è vecchio, minchia, lo è sul serio.

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mercoledì, 26 dicembre 2007,02:13

veloceveloceveloce. per non pensare. per vedere quel che si vuole vedere. e basta. per sentire, fuori. e dentro. filo di luce ad intermittenza. palla di vetro. che cade ma non si frantuma. che cade, e rotola lontano. filo di voce, appeso in alto. sorrisi che hanno atteso per ritrovarsi stretti l'uno vicino all'altra. ed io sorrido per loro. sorrisi che attendono con l'ansia che fa male. ma tutto andrà bene.

veloceveloceveloce. passano. passo. passa.

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mercoledì, 19 dicembre 2007,22:23

... direttamente dal magico mondo dell'irrealtà ...

come concordato, la casetta sarà in stile vittoriano, avrà un paio di piani e vorrei che fosse luminosa. vorrei che al piano terra ci fosse una cucina anche piccola ma che insieme al salotto ci fosse anche quella specie di giardino d'inverno, con le finestre grandi, dove piazzeremo un divano enorme dove si potrà leggere, godendo della luce del sole anche se fuori ci saranno tipo 5 gradi e diluvierà. per salire sopra ci saranno quelle scale che si rivelano sempre un incubo dopo una serata alcolica, vedremo di metterci almeno lo scorrimano, ok? piano sopra, camere più facciamo due bagni, in comodità proprio. vorrei anche il girdino, che dici? di quelli sul retro, così che da giugno-luglio partiranno una serie di barbeque con salsicce e niente rosticciane, che là mi sa tanto non se ne trovano.. pazienza..

tu, ovvio, lavorerai in quella piccola casa di produzione cinematografica dove avrai l'onere di valutare i film e di occuparti del piccolo festival che da qualche anno hai deciso di organizzare. è piccolo il festival, però comincia a riscuotere successo (e poi non si può chiedere troppo..). i tuoi colleghi saranno molto fighi e simpatici, inutile dirlo.

io occuperò le mie giornate nella libreria con le pareti azzurro chiaro, arancio e giallo, piccolina ma con lo spazio per un piccolo bancone e tre-quattro tavolini dove chi vorrà (ovvio che saranno in molti, fila fuori continua..) potrà gustarsi colazioni, pranzi e merende... il tutto senza eccessiva scelta perchè sarò io ad occuparmene e non credo di voler passare tutto il mio tempo dietro ai fornelli.. nel frattempo avrò sicuramente imparato a destreggiarmi bene con padelle e pentolozze.. la bea ogni tanto verrà a farsi una cantatina, metterò un piano ma di quelli a parete perchè la libreria come già detto è piccola. readings e mostre (ciaci ovvio che esporrà!) assicurati.

il tutto dopo una tesi proprio fatta a modino, discussa in un afoso luglio, qualcuno che (si spera..) ci canterà "dottore-dottore-dottore-che buco di cul-vaffancul-vaffancul" e tutte e due ad infamare questo qualcuno perchè la canzoncina ci sta sul cazzo, dopo una festa in un casolare fra i girasoli/gazebo in riva al mare, dopo mesi di duro lavoro (sigh..)  e d'innumerevoli turni alla sala, dopo una settimana al mare per iniziare a scrivere (ancora però non è che son tanto convinta, eh..), dopo sbattimenti multipli... il tutto con con un buono ryan da 25 euro in mano.. un ottimo regalo di natale che ci saremo praticamente autoregalate..

basta poco.. no?!

 

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venerdì, 14 dicembre 2007,01:36

stasera le poltroncine del Fabbricone di Prato erano tutte occupate. lo erano ieri sera e lo saranno fino a domenica. nel foyer c'erano un sacco di ragazzi della mia età, difficile vederne così tanti ad esser sincera all'entrata di un teatro. scenografia essenziale sul palco, appena si entra.

andava in scena "Gomorra" tratto dal libro di Saviano.

avevo aspettative alte, pur non avendo ancora letto il libro.

quando si è fatto buio e Ivan Castiglione/Saviano ha dato inizio ai 95 minuti di spettacolo ho riconosciuto il silenzio giusto. il silenzio attento che solamente in certi luoghi è facile trovare. il silenzio che presta attenzione agli accenti, alle pause, ai gesti di una mano e ai movimenti della testa.

c'era bisogno di attenzione stasera, anche se a tratti faceva quasi male ascoltare. perchè non era solo finzione quella. e tutti noi che stavamo seduti stasera, là, lo sapevamo benissimo.

questo spettacolo girerà soprattutto i teatri di provincia, una scelta coraggiosa ma che credo si rivelerà comunque positiva. 

cercatelo, se potete. un peccato perderselo.

ps. tornando a casa ho visto 3 stelle cadenti, che non c'entrano niente con Gomorra ma vederne così tante in mezz'ora di macchina mi ha fatto sorridere, dato che ad agosto finisco sempre per sognarmele che non ne vedo mai.. ovvio che i desideri fossero a portata di mano...

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domenica, 09 dicembre 2007,23:06

non sarebbe stata una bella serata. lo sai anche te alla fine. e sarebbe stata la fotocopia di quella di primavera. sarebbe cambiato locale, città, vino ordinato. non ci avrebbero scambiato per una coppia e non ci sarebbero stati camerieri a provarci con me. ma la sostanza dei discorsi sarebbe stata vuota. come vuote erano le righe su msn ieri. proprio vuoto il tentativo di un contatto. mi spiace, ma non ti dò più la soddisfazione di placare il tuo ego. l'ostentazione proprio mi urta, guarda. e delle tue frasi ammezzate su chissà quali avventure sessuali o di lavoro avute nei mesi scorsi non m'importa più. credo non mi sia mai importato, ma quando si è amici si riesce a farci una risata. al momento son parole vuote che neanche un sorriso mi suscitano.

ci saremmo seduti, imbarazzati pure un pò dopo mesi di niente. io non avrei avuto voglia di dirti e tu probabilmente neanche. avremmo parlato del solito più, soprattutto del solito meno. forse mi avresti accennato del tuo prossimo futuro, che ti porterà a ripartire ancora. e io mi sarei congratulata, in modo sincero e con la cortesia che solitamente uso con tutti. mi avresti offerto il bicchiere di vino, sarebbe costato anche poco del resto. e ti avrei ringraziato, senza tentare di rifiutare. io avrei indossato la maschera che tiro fuori in qualche occasione, quella del "tutto ok", quella che non viene facile ma con qualcuno si. magari anche tu. e azzardo la presunzione di chiamarla maschera, perchè un pò credo di conoscerti. e lo so che dietro al super-io che presenti al mondo c'è anche dell'altro. quell'altro che per anni ho avuto molto piacere di avere accanto, ricordo quell'abbraccio all'entrata di un giorno di scuola che ci vedeva uniti difronte a certe lontananze scozzesi. ed è stato bello. ma ora è diverso..

ci saremmo salutati alla macchina magari. con un saluto spento, con un "dai, ci vediamo". chissà quando. e saremmo tornati a casa con la stessa convinzione di quando saremmo arrivati. perlomeno per quanto riguarda me. la convinzione di cui parlo è noiosa da accettare, se ci penso un pò. è uno di quei pensieri che tendo ad evitare perchè m'intristisce anche. ma i rapporti tra le persone mutano, così come noi stessi. e se non ci si sente per del tempo è possibile che sia solo per gli eventi della vita ma è possibile che sia anche per mancanza di voglia, perchè realmente da dire è rimasto poco. o magari perchè non si è proprio disposti a dire. perchè le direzioni son cambiate, perchè le lingue si fanno incomprensibili.

non ti priverò mai della cortesia di cui ho parlato sopra, non ce ne sarebbe bisogno. però a far finta davvero non ci riesco. e fa un pò male, perchè credo mi dispiaccia che sia accaduto, perchè un pò mi spaventa il fatto che possa accadere. accadere anche a me.

ma così alla fine van le cose.

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sabato, 08 dicembre 2007,02:21

chiedo scusa a bob corn che stasera ha creato un'atmosfera di quelle belle, se si chiudevano gli occhi sembrava di star ad ascoltare un disco di quelli che son stati suonati mille volte, che gracchiano un pò, era colpa del cavo del mic ma faceva un bell'effetto comunque.

gli chiedo scusa perchè ho lasciato il suo cd ed ho preso quello di sj esau, anche se c'era lo sconto. ma avevo solo 10 euro.

mi son proprio dispiaciuta che quando me ne son andata mi ha detto lo stesso "grazie a te". forse dentro di sé m'ha mandato in culo. però non sembrava.

una bella serata. grazie anche a bob. che mi ha ringraziata lo stesso.

e perchè mi ha fatto conoscere questa canzone di De André

Hotel Supramonte

E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
e poi scuse e accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi ridi vivi o sei perduta
col suo ordine discreto dentro il cuore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.
                                                                 
                                                   

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giovedì, 06 dicembre 2007,14:44

ascolto quasi a ripetizione una canzone, solo per il piacere di sentire il piano e quel ritmo lento da balli stretti stretti, una spalla a cui appoggiarsi e lacrime che scorrono senza volerlo. così me la immagino. e immagino una luce opaca di un tardo pomeriggio che ancora non si è fatto sera. e m'immagino una balera vicino al mare, con il pergolato a far da soffitto. m'immagino il cotone morbido di una camicia bianca a mezze maniche e il fresco di una seta blu. m'immagino capelli lunghi e lisci, raccolti distrattamente e una sigaretta mal fumata, a spegnersi da sola, sul cemento grigio. m'immagino il coraggio mancato del dirsi e il volere (ma non potere) del guardarsi attraverso.

oggi vorrei della leggerezza, una risata senza senso e la necessità di non dover spiegare niente. a nessuno. neanche a me stessa.

" Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.

Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore
."


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