mercoledì, 27 febbraio 2008,23:17

oggi ho ricevuto una mail di quelle per cui appena leggi l'oggetto e il mittente strabuzzi gli occhi (certo che chezz di verbo strabuzzare, eh..). l'oggetto diceva Re: Merry Christmas, al chè ho pensato ad uno spamming fatto male o ad uno scherzo. dato che tra un pò è pasqua.

poi ho visto il nome del mittente e quasi subito mi è venuto in mente chi fosse. trattasi di tale james, americano, conosciuto nella lontana e afosissima estate del 2003 in quel di santorini. io ero con mia sorella, lui con tali dannis e george e altra gente che comunque non avemmo il piacere di conoscere. mi sembra di ricordare che ci presentammo un pomeriggio alla red beach, posto che tra l'altro sconsiglio che è una cagata assurda. comunque. io stavo là con la silvia dopo il tragitto in scooter, zaini, borse, borsine e stuoia. lui non so come c'era arrivato, ma non è troppo importante. insomma, si fan due chiacchere, due foto ricordo, george fa spudaratamente il figaccione con la silvia, ci si saluta. la sera in realtà ci si rivede, al momento non so bene perchè, forse perchè ci eran rimasti simpatici. comunque, fatto stà che si bevon due birre, si fan altre foto ricordo e ci si saluta.

risento james per i marry christmas, appunto. al primo credo di aver ricevuto risposta in tempi accettabili. al secondo ricevo risposta dopo 4 anni...

 vedo la mail. minchia, mi son detta, chissà se mi augura buon natale davvero.

e invece. la mail si rivela essere una simpatica occasione per fare un simpatcio confronto di come le acque scorrano in maniera molto diversa tra Boston, USA e (boh, Firenze?), Italy:

il james, che attualmente ha 28 anni, mi si è laureato nel 2006, ha già cambiato 3 posti di lavoro ( e non si parla di cameriere o commesso..) e adesso mi lavora come Business Manager alla Honda. dice che guadagna un sacco di soldi, e questo gli basta...

il james mi dice anche che il 17 maggio mi si sposa e mi viene in honeymoon, pensa un pò te, in ITALYYY perchè la sua bella non c'è mai stata.

il james mi domanda come io stia, dove io abiti al momento e CHE LAVORO stia facendo (O_O)... mi sono ripromessa di scrivergli al più presto.. dovrò trovare un modo simpatico per dirgli che ancora manco mi sò laureata!!!!... poco da ridere, in effetti..

la storia non è finita. il james mi dice se son pratica di myspace che nel caso digitando il suo nome e cognome troverò la sua pagina. e così ho fatto.

mi son presa la mia piccola rivincita, lo premetto subito. il james mi è diventato calvo, magro non lo era neanche un tempo, ora è il classico americanozzo imbolsito. il james mi dimostra almeno 32-35 anni, và detto eh! per non parlare del dennis, di cui sopra non ho detto molto, l'avevo lasciato a santorini bello cicciotto ma con una faccina simpatica e capelli super afro, che gli donavano abbastanza. trovo la paginetta myspace del dennis in quella del james e ovvio che ci butto un occhio. la ferita sullo smacco business manager/laureanda si era richiusa con james imbolsito/vale ancora in forma decente. il dennis però mi ha proprio rallegrato. a parte che a ottobre mi si sposa pure lui, ma quelli son problemi loro. il dennis non-lo-si-ri-co.no-sceeee!! si è tagliato tutti quei buffi capelli e mi si è fatto quasi un quarantenne (anche lui nella realtà si aggira sui 28-29)!!da non credere..

bon, mi son detta. non sarò business manager, però dimostro ancora di sembrar giovane in fondo..

e merry christmas a tutti!!!

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martedì, 26 febbraio 2008,21:59

forse inizierò a scrivere. dico a scrivere cose apparentemente ricche di senso e non esclusivo frutto di penseri deliranti. e dico forse, che ancora la prof. non sa niente di quel che mi brulica in testa, a breve le presenterò qualche paginetta formattata per bene, un carattere dal nome buffo (Garamond) che sembra un eroe del medioevo venuto a difendermi come si deve, frasi che camufferò al meglio per non farle sembrare banali.. non eccessivamente, almeno... e poi vedremo. incrocio le dita. son arrivata al limite di tutto questo lasciar scorrere da mesi ormai, ne avevo bisogno ma ora direi che la rincorsa presa è sufficiente per il salto da compiere. e quel che ho trovato è stato sotto i miei occhi fin dall'inizio. mi son arresa al suo alzar di braccio, come uno scolaretto saccente, che da tempo m'implorava "scegli me, scegli me!". e alla fine, dopo aver tentato con scolaretti appena balbettanti, giusto per un minimo di curiosità, ho deciso di dar voce a Firenze dei Teatri.

chissà. speriam bene.

ufff....

 

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domenica, 24 febbraio 2008,23:06

adoro quando ritrovo le cose che sembravano sparite.

adoro ritrovarle e dovermi ricredere di certe mie stronzate isteriche. che nient'altro son che questo.

 

dice che non c'era più tornato da quando.

in fondo, adoro anche che mi si ricordi per quel mio modo d'essere da cui ultimamente volevo prendere un pò le distanze. alla fine dei conti, semplicemente quella son io, nonostante non sia tutto li. mica si può scappare... e se è quello ciò che resta, certo non posso lamentarmi.

mi chiedo quale sia il senso di certe complicazioni che sopraggiungono sul più bello.

la lingua che si è parlato, eppure, era la stessa di un tempo.

 

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mercoledì, 20 febbraio 2008,22:59

stasera va così...

 

 

... a ripetizione.

fruscii per la testa.

battiti in ascesa, e di nuovo giù.

mi abbandono. che tanto mi ritrovo un metro più in là.

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giovedì, 14 febbraio 2008,02:11

ballo da sola. e sono lontana. da tutti e tutto. qualcuno che dice di conoscermi abbastanza per sapere che son capace di farlo. chissà. forse basta poco. o forse non basta mai. il mio corpo pulsa, da dentro, va veloce, veloce, veloce. e non voglio fermarmi ad ascoltare, vorrei non dovermi più fermare a farlo, vorrei che la musica non finisse più, occhi chiusi e nient'altro intorno. rifiuto gesti noiosi, banali. mi permetto di farlo, di scansarmi e di riderci poi. mi permetto di ordinare ciò che voglio, di scegliermi la posizione da cui meglio si possa vedere. decido di restare in disparte ma di restar vicina. ho aria da respirare. respiro. lascio a sfasciarsi da soli insignificanti dissapori, lascio, abbandono, spargo lontano semi di frutti dolciastri. verrà il giorno del raccolto, poi. vado sicura sulle mie proprie gambe, qualcuno stenta ancora a crederlo ma è più facile di quanto sembri. lascio alle retroguardie certi rumori assordanti, ho voglia di prima linea e di nuovi sentieri da percorrere. ho voglia di rincorrere treni in partenza, ho voglia di lasciare la banchina con uno zaino sulle spalle e una sciarpa colorata intorno al collo. ho voglia di non dover spiegare ma di scoprire, poco alla volta, così come farmi scoprire. sorprendere giornate a trasportarmi dove neanch'io so, un sole leggero e una luna abbozzata soltanto. scarti, graffi, schizzi di umori e fantasie. chiudere porte senza rimpianti ne rimorsi, verificare che il bagaglio sia almeno dello stesso peso. ed anche di più. perdermi senza bisogno di saper dove andare. un sapore buono, nell'aria, di quelli che sanno di brace e umidi ben conditi. nessuna colpa da recriminare. nessuno di quei sorrisi che ad un certo punto comincia a far male. solo ciò che di più vivo si possa trovare, in modo da lasciarsi andare e travolgere da onde impetuose della mente. non è questo che dovremmo esser chiamati a fare? inutile, futile lasciarsi ingannare da principi ed obblighi e vie d'uscita sbarrate in partenza. non voglio farmi abbindolare, non è quel che voglio.

giostre allegre, che risuonano lontane, che richiamano a vorticosi giri della morte, testa in giù e di nuovo in piedi. e continuo a ballare.

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lunedì, 11 febbraio 2008,01:26

stasera raccontami una storia e fammi ridere, ridere tanto. credo sia una delle cose che so fare meglio. ascoltare, dico. anche ridere, in realtà. fino alle lacrime, quando la situazione lo richiede. comincia pure da dove vuoi e vai avanti anche se i miei occhi ti sembran chiusi. li tengo così, solo per riposarli, ma non significa che stia dormendo. non dormirò, promesso. e non vedi la smorfia della bocca, dischiusa in un sorriso beato? vai avanti, vai avanti ancora un pò, che ti sto ascoltando. lo facevo pure da piccola di tener gli occhi così socchiusi, quando non volevo salir di sopra da sola: appoggiavo la testa sopra il ventre di mia madre e dicevo che stavo là ad ascoltare ad occhi chiusi, che era diverso dal dormire. non era vero che non dormivo, racimolavo tutte le mie forze per dire quelle poche parole con tutta la convinzione possibile e poi cedevo, inevitabilmente. ma funzionava comunque.

ecco, vedi, continuo a svelarti ogni mio segreto. questo è un altro, uno dei più importanti, perchè i segreti di quando si è piccoli sono quelli di cui si promette di non dirli proprio a nessuno, per sempre. vedi di custodirlo bene il segreto. per sempre. e lascia che le mie spalle restino scoperte, che mi piace la sensazione del freddo compensata dal caldo del corpo sotto le coperte.

e continua a raccontare, che io ti ascolto.

 

 

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sabato, 09 febbraio 2008,14:55

no, DICO, com'è che qua sul mio profilo mi si spaccia già 26ENNE, quando è messo ben in evidenza che il mio compleanno è SOLO (tra meno) di una settimana??!!! che chezz..

mi ritengo pubblicamente offesa.

però oggi sorrido. ne ho voglia.

lo faccio.

in particolare a coloro che non ci sono, ma ci son stati.

non più occhi arrossati. lascio spazio a dell'azzurro.

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giovedì, 07 febbraio 2008,11:41

per aprire gli occhi certe volte ci vuole solo il buio

più profondo.

scaraventati per terra

chissà quali desideri,

che furono. oppure mai.

squarciati poi dall'inesistenza di un noi

brancolare nell'inutile e noioso passar dei giorni

per non voler capire. e per non voler dire.

mi aprirei in due e lascerei all'aria il vuoto

che si è fatto marmo

 

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mercoledì, 06 febbraio 2008,01:28

ha pensato a come farsi cucinare i carciofi.

e ha sgridato suo figlio perchè il caffè tardava ad arrivare.

ha pregato, in latino.

poi con un filo di voce e senza denti mi ha detto "mimma, ma quanto ci vuole? che così la vado a raggiungere..."

non avevo che un sorriso a denti stretti da offrire.

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lunedì, 04 febbraio 2008,23:22

se non dovessi più sentire il desiderio di sapermi via con me e basta o di vedermi di nuovo all'opera con un nuovo inizio, sarebbe allora che comincerei a spaventarmi. se dovessi smettere del tutto di credere che le cose alla fine tornano sempre nel giusto verso, se dovessi calarmi in un quotidiano che non mi appartiene, se dovessi perdere quel poco che da sola ho imparato e quello che in molti fino ad ora hanno deciso di regalarmi, probabilmente finirei per odiarmi e per fare del silenzio non uno strumento per capire ma solo uno strumento per distruggere.

non è così al momento. sarà per quel che ha da venire. sarà per le mille possibilità che tornerò a poter osservare, per poi poter finalmente scegliere. sarà che alla fine in certi casi va pure bene tracciare linee, lasciar tutto a sedimentare (per poi rafforzare) e pensarsi in divenire.

mi piace seminare, ed attendere che si faccia vita nuova. mi piace sapermi cambiata, ma non diversa. che poi ci vuole davvero un sacco di tempo, energie da convogliare nella giusta direzione. e capirla, quella giusta, mica è facile. ma ci si prova comunque. io ci provo, almeno.

mi piace sentirmi. mi piacciono certi movimenti e certi pensieri. anche se non son sempre quelli giusti, ma il tutto sarebbe troppo noioso se lo fossero.

farò in modo di tener tutto con cura, ho diverse cose da preservare se ci penso bene. creerò il caos ordinato che solitamente mi porto appresso e nel frattempo continuerò del mio passo.

si sta bene.

solo una pecca, da trovare in questo istante. solo la possibilità di uno squillo ad interrompere il sonno, ed annunciarne un altro, più lungo, di un sorriso sdentato. spero non sia troppo presto. e che neanche sia troppo tardi. che alla fine si sa, non c'è niente di cui dolersi troppo, che la partita si gioca così. è solo che non siam macchinette. non sempre, almeno.

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