sabato, 26 luglio 2008,16:11
boh, insomma, non vorrei cadere nel melenso. e non l'ho scritto io, però. ecco. la penso esattamente così.
mi ci è caduto l'occhio, era su "D" di oggi (p.13)

"l'amore fa paura. perchè è enormemente sopravvalutato come soluzione alla solitudine, perchè implica mettersi in gioco, perchè si pensa che si potrebbe soffrire troppo se l'altro ci lasciasse (spesso le immagini che vi si associano sono di tessuti lacerati e sanguinanti). Paura è il nome che diamo alle nostre incertezze, alla nostra insicurezza che proiettiamo sull'altro, che facciamo diventare un nemico pericoloso.
allora sogniamo amori idealizzati e perfetti, fuori dal reale; oppure scegliamo persone sbagliate per continuare a emozionarci pur rimanendo autonomi.
alcune persone hanno paura della vita e si mettono in due per proteggersi da essa, altri temono l'amore e si accontentano di rapporti distanti, formali, di facciata, in cui si rimane uguali a se stessi. in cui non si chiede nè a sè nè all'altro di mettersi in gioco nel rapporto. è proprio per questo che quando spontaneamente finisce l'eccitazione della novità ci troviamo con la nostra unione vuota, senza più niente che ci tenga insieme. da lì la voglia di ricominciare da un'altra parte.
le situazioni amorose sono decidibili e determinabili? certo che no. noi umani non ci comportiamo in maniera prevedibile come un tostapane o un'automobile. un tradimento può sempre avvenire, una distrazione, un incontro più importante. il futuro non è sotto il nostro controllo ma proprio questo è il bello.
c'è poi un minuto di sospensione tra quello che il futuro ci propone/impone e il nostro arbitrio. la possibilità di dire ci sto/non ci sto/proviamo di nuovo.
quali rischi ci sono nell'amare? pochissimi. purtroppo non ne siamo consapevoli. rischiamo meno che nello stare in una relazione senza amore, che può deprimerci in maniera irreversibile, lentamente. i vantaggi invece sono incommensurabili. tra questi c'è la possibilità di evolvere e maturare, anche di imparare a dare e a chiedere, rispettando noi stessi.
e se l'altro se ne va, se ci manca di rispetto, se ci offre solo briciole, se tenta inconsapevolmente o meno di farci del male, se..., se... noi abbiamo noi stessi su cui contare, sempre e comunque. possiamo contare sul nostro cuore, sulle nostre risorse e sulle nostre debolezze. purchè siamo onesti con noi stessi, ci diciamo chi e dove siamo, cosa dobbiamo migliorare, come possiamo adattarci di più alla vita. non è sulla certezza che si basa l'amore ma sull'investimento che implica curiosità verso l'altro, disponibilità a mettersi in gioco e a investire su progetti comuni, quelli che ci permettono di ballare insieme".

io continuo a sorridere e a progettare. e tra poche ore ho un treno che andrà a sud.
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venerdì, 25 luglio 2008,15:42
mi piace il sapore di questi giorni. mi piace proprio. mi piace pensare alle mille cose che son da fare adesso, alle possibilità che si aprono o invece che resteranno sempre socchiuse ma non importa. è bello pensarci adesso, è bello questo luglio ormai alla fine che mi ha fatto tornare a respirare come si deve, con gli occhi sgranati e il sorriso di quelli larghi.
oggi ho tagliato i capelli ancora.
oggi sono.io.
e domani torno in via nomentana, breve ritorno in quella camera dalla tendina rosa e alle strade di roma che in estate abbagliano per la luce. sento già la leggerezza che vorrei ci fosse sempre, sento le risate e le parole e i silenzi di quella mia compagna di stanza che ha finito per rimanermi attaccata dentro.

poi berlino. e quello vorrà dire scoprire, niente di meglio per me. ho aspettative elevate.

poi. la mia testa vaga per il mondo. in un istante è a londra, l'attimo dopo a melbourne e poi a manhattan. non so bene a far che, ma lei intanto va. ed ecco che ritrovo l'entusiasmo che adoro, quello che mi spinge in decisioni affrettate, in impulsi direi meglio. e questo è il tempo giusto. per tornare, il tempo verrà poi. o magari invece l'autunno prossimo mi ritroverò sempre qui, in preda a dissapori interni o chissà.
ma è adesso quello che conta. e adesso mi si parano davanti soltanto porte aperte e non chiedo altro.

fuori c'è il sole.
così come dentro.
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mercoledì, 23 luglio 2008,01:33
sky2
è dietro che voglio guardare.

luce.

tutta da scoprire.
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martedì, 15 luglio 2008,19:18
14-07-2008
c'era il chiarore della mattina alle 6.15, il blu del giorno e il rosso dei tetti di bologna.
c'erano i sorrisi che più contano, pochi quelli assenti (fisicamente, intendo).
c'erano le parole di mia madre, miste ad un impacciato quanto piacevole orgoglio.
c'era il piacere delle cose che sorprendentemente si risolvono.
c'era il meglio di me, credo.

c'era poi anche un orecchino,
che credevo perso quando lo scorso autunno stava per iniziare.
è saltato fuori così, dal nulla. ieri.

ed ho sorriso.
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venerdì, 11 luglio 2008,16:48
giacomo e giorgia si sono incontrati sulla carrozza 7, posti 64 e 65.
giacomo in realtà aspettava giorgia, lui è salito a milano con i capelli arruffati, la lacoste nera, i bermuda neri e le converse basse nere.
giorgia è partita da pesaro, è scesa a bologna ed è risalita, diritta nella carrozza 7.
giacomo e giorgia andavano a firenze, credo non si vedessero da un pò.
giacomo ieri sera ha bevuto troppo, "prima una bottigliaintre, poi due bottiglieintre, poi tre bottiglieintre". giacomo ama parlare di se, ama dire che deve assolutamente smettere di bere, anche se andrà in finlandia e "li non posso mica bere tutte le sere", poi andrà anche a colonia "e lì, cioè, figurati quello che non mi fanno bere".
giorgia lo guarda, e sa che tanto berrà in finlandia e a colonia. ma a giorgia, con il pearcing sul lato sinistro del labbro, forse giacomo piace proprio per questo.
gli dà dello scemo, che stamani si è bevuto il latte freddo e alla stazione è corso in bagno e quasi la stava per chiamare e dirle che agli uffizzi sarebbe dovuta andare da sola. "venivo su e ti menavo un bel pò".
ecco. un bel pò.
poi giacomo ha cominciato a guardarla, e lei lo sapeva che la guardava da dietro gli occhiali scuri. ma le sue pupille si muovevano a scatti insieme a quel che scorreva fuori dal finestrino. e giacomo continuava a guardarla.
finchè anche lei ha ceduto, ha scelto il momento giusto.
e si son fissati. per un momento lungo.
han sorriso poi, giorgia aveva pure le fossette.
e fino a domenica, giacomo e giorgia saranno a firenze.
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venerdì, 11 luglio 2008,00:31
l'abito è azzurro e blu e marrone.
la copertina di canapa rossa.

poche certezze. ma buone.
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mercoledì, 09 luglio 2008,21:19
fanculo. ecco.
mettiamo pure la parola FINE.

lunedi ore 10. appuntamento a Bologna. ultima volta, per quel che mi riguarda in prima persona. ci tornerò per delle amiche, per un concerto, per un'altra laurea.
io chiudo.
e mi rileggerò quel che scrissi tempo addietro, sull'inutilità di questa cosa. fatto sta. che alla fine si finisce col tenerci almeno un pò, si finisce per non prendere le cose alla cazzo, come mai a me riesce fare. sempre troppo. troppo di tutto.
troppa inutlità di tutto.

ottimo spirito per laurearsi.
ma domani mi passa. e mi comprerò un vestito colorato, e sceglierò la copertina, sarà rossa, o verde. non avrà scritte, perchè non c'è tempo.
tocca dir basta ad un certo punto.
a capo.

chiudo mesi di corse infinite, con una corsa che vedrà una fine invece.
chiudo mesi che butterei nel cesso, ci cagherei sopra e tirerei lo sciacquone, giusto per la loro puzza.
chiudo discussioni e chiudo anche il loro risolversi.
chiudo la mia stanza, la mia fortezza.
chiudo i libri e ne apro tutta una nuova serie.
chiudo i miei cazzo di silenzi. voglio urlare adesso. e avrei cose da urlare da perderci la voce.
ma per dove sono, non posso farlo. peccato.

vabè. poi mi passa.
poi mi passa.
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martedì, 08 luglio 2008,11:50
i vetri sono sparsi sul pavimento.

della mia indecisione mi taglio
della mia insicurezza mi taglio
del mio chiedere troppo mi taglio
del mio fare tutto il possibile mi taglio.

apprezzo lo sforzo. grazie.
ma.
energie incanalate alla rinfusa.
è un pò che lo faccio.
sbatto la testa e cado.
sono stanca. del mio niente.

devo spogliarmi dei miei occhi.
talvolta.
devo imparare.
poi.
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