berlino ha un gran potere. quello di lasciare intravedere il suo passato in maniera discreta e quello di esibire le linee luminose del proprio presente ( e futuro) elegantemente dai vetri dei propri edifici e dallo scorrere sobrio della vita di tutti i giorni. dall'alto della cupola del reichstag non si vedono che palazzoni e gru, ancora. ma attraversandola a piedi si ha una buona sensazione di nuovo, di ponderato, di adeguato. niente è fuori posto, neanche una delle vetrate che appaiono alzando appena gli occhi grida all'esagerazione. e il cielo riflesso non è che una delizia alla vista. è bella. ha un profilo di quelli del nord, luminosissimo. ci sono un sacco di api, e un sacco di bar, che vendono un sacco di torte e alle api piacciono le torte tanto quanto a me. e in pratica tutte le volte che mi son seduta per una meritata sosta merenda ero in compagnia oltre che della bea anche di un sacco di api. ma non fa niente, le torte le ho mangiate lo stesso! comuqnue, api a parte, la sola zona da cui sono scappata è quella dello zoo e di ku'damm. di benetton e zara e mango se ne può fare a meno, l'orsetto knutt è quasi ogni giorno in chiusura al tg2. "i ragazzi dello zoo di berlino" resta comunque uno dei miei libri preferiti e credo lo rileggerò a breve.
invece kreuzberg e prenzlauer offrono vita di quella buona, i tanti negozi di giovani designer danno fiducia, così come la quantità impressionante di ragazze bellissime e sorridenti e col pancione (tutte e tre le cose da considerarsi insieme) che si vedono nel secondo dei due quartieri mettono di buon umore. ho visto poi almeno una ventina di esemplari potenzialmente simili alla caffetteria che abita nella mia testa, a cui poter aggiungere un piccolo reparto libri e un piccolo palco per le esibizioni dal vivo. l'entusiasmo è dovuto anche a questo devo dire.
la sala del museo ebraico (foto sopra) lascia senza fiato, impatto forte sentire il metallo che sbatte ai passi dei visitatori. così come il labirinto del monumento in memoria dell'olocausto non lascia esattamente indifferenti, soprattutto se visitato appena arrivati in città e al crepuscolo. sdridono le risa dei bambini che giocano a nascondino fra le colonne, ma forse è giusto così, non so.
tante le altre le polaroid che mi son rimaste in mente, prima fra tutte l'ex centro sociale occupato, 5 piani di sbalordimento, mura con su una quantità di scritte e murales impressionante, artisti ad esporre, un locale all'ultimo piano con tanto di dj e divanetti easy. da noi non sarebbe possibile osare così tanto, dato che fuori dall'edificio era in bella mostra una targhetta con su scritto "centro per le arti".
ho deciso che la metto in lista berlino...
ora mi prendo una pausa per me. avrò il mare accanto, magari penserò alle decisioni che sarà necessario prendere, di quelle che mettono i brividi d'eccitazione. va benissimo così. oppure semplicemente mi godrò i giorni, senza, possibilmente, troppi dissapori interni.
e david foster wallace è l'ennesima scoperta letteraria che mi ha lasciato ottimamente convinta.







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