sabato, 14 febbraio 2009,13:57
plymouth-34"dimmi se ci sono soluzioni, alternative appetibili, parole per spiegare bene.
cielo ovattato sopra le nostre teste. è questo che vedi anche tu?"
i miei pareri, inconcludenti.
una tazzà di caffè fumante, il sapore amaro che si scioglie in gola. ci si sofferma sui grandi orizzonti.
e poi.

sorprendersi, nel volersi capire. e un sorriso.
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venerdì, 05 dicembre 2008,15:46

vorrei vestirmi di una corteccia spessa, sulla quale far scivolare

lungo pecorsi aggrovigliati e contorti

ricordi increspati e umidi di pioggia .

immobile, godrei nel rimanere asciutta.

...lasciarli scorrere giù. lentamente. vederli gocciolare nel terreno morbido.

e scomparire.

 

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venerdì, 26 settembre 2008,22:47
atrofizzo il muscolo centrale
nel frattempo che i silenzi
rumoreggiano lontano.

[......]

troppe le distanze che fin qui mi trovo a calcolare.
ognuna di loro mi ha dato almeno un sorriso
e almeno un paio d'occhi in cui guardare bene.

cerco quelli, e in assenza di chiarezza finisco
col balbettare le mie supposizioni,
e cadere, infine, in quell'imbarazzante mortificazione del non essere nel giusto.

i rancori non mi appartengono,
non ricerco niente di speciale, io,
se non una trasparenza che sia sincera

quale la mia, è.
pensieri semplici.
e una volontà comune. niente di più.

eppure.

così difficile.

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mercoledì, 23 luglio 2008,01:33
sky2
è dietro che voglio guardare.

luce.

tutta da scoprire.
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venerdì, 30 maggio 2008,23:15
[intenti abbandonati per strada
che ululano al niente e che bramano
di carne appena odorata.
nell'aria, quello che mai fu.
un disco rotto
inter-rotto
in ripetizione circostanziale.
più forte. o più debole.
penoso l'assistere
a vuote processioni della mente
a cui si partecipa col capo chino,
senza proferir parola.
un volgere lo sguardo affranto
ad un'istante
tentativo blando di modellarlo, di mutarlo
quell'istante
al volere dei sensi. perfetto e imperfetto, al tempo stesso.
infinite (imp)possibilità a segnare il passo.
una soltanto a batter di grancassa.
ritorno a passi lenti,
al solito avanzare di rincorsa, poi.
in attesa dell'ennesimo requiem.
in attesa che occhi nuovi si affaccino
alla fortezza ancora inespugnata,
a causa di un volere incontrollabile,
per la singolarità di un sentire che mai fu, fino ad allora.
e che inspiegabilmente tutt'ora, è.
anelo ad un briciolo di non curanza,
quella basterebbe]

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lunedì, 05 maggio 2008,01:10
rifletto un puntoevirgola messo a caso in un discorso
a caso. è come una
lista
si va a capo ogni volta che
si deve.
vado a capo tra giorni che sfilano via
come fossero mai arrivati,
si travestono di mille cose da fare
e si concludono con una nuova sveglia
alle 7.15. che suonerà almeno altre cinque volte
prima di decidere di togliermi la coperta
di dosso.
cerco casa in quartieri sconosciuti
illudendomi che quel giorno
arriverà domani, leggo annunci,
immagino la veranda con il divano
e un tavolino dove far colazione
e alla fine mi domando se davvero
lo farò. mi domando se sia vero il mio sentire,
che si finisce per mettere in dubbio tutto.
poi.
la risposta che mi do, al momento,
non fa trapelare nessuna probabilità certa.
resta solo il buon sapore che hanno
tutte le probabilità prima ancora d'inacidirsi
e di farsi ruvide al tatto.
ho lasciato indietro parole da dire
ed occhi in cui guardar bene,
il non aver tempo sufficiente da dedicarci
mi fa l'effetto di considerare quel che invece
ho il tempo di fare
come la cosa più inutile del mondo,
quale probabilmente è.
è solo. che.
non posso finir col relegare ogni cosa
ad un'inutile passatempo. giusto per.
ultimamente mi sembra invece che tutto lo sia. un modo
per far passare il tempo, dico. un inutile susseguirsi
di eventi che lasceranno il loro posto
a quel che ne verrà poi. che lasceranno
occhi spalancati o solo
un ghigno sulle labbra. ma che passeranno, comunque.
almeno così
è stato.
cerco di togliere quell"inutile" dai discorsi.
resta il susseguirsi. non solo mio.
cerco anche un pò di sicurezza in sprazzi di
vigoroso slancio verso concretezze
che non si addicono troppo alla mia natura.
cerco tempo, e cercandolo, lo perdo.

in tutto questo, scovo dell'entusiasmo
incastrato tra 15 misere pagine di scritto
e tavoli apparecchiati
e firme di presenza
e un cane da portar fuori
e parole necessarie
ed altro ancora.
non so come, ma ogni tanto lo vedo là,
fermo. come lo so essere anch'io,
in qualche decisione. come non lo so essere
tutte le volte che poi mi guardo indietro.
comunque. alla fine per quell'entusiasmo
sorrido.
puntoevirgola.
e a capo. di nuovo.
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sabato, 08 marzo 2008,17:02

che luce filtri

dagli spiragli

abilmente incastonati

(tra) il legno fradicio e l'erba giovane

.

si fa spazio

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giovedì, 14 febbraio 2008,02:11

ballo da sola. e sono lontana. da tutti e tutto. qualcuno che dice di conoscermi abbastanza per sapere che son capace di farlo. chissà. forse basta poco. o forse non basta mai. il mio corpo pulsa, da dentro, va veloce, veloce, veloce. e non voglio fermarmi ad ascoltare, vorrei non dovermi più fermare a farlo, vorrei che la musica non finisse più, occhi chiusi e nient'altro intorno. rifiuto gesti noiosi, banali. mi permetto di farlo, di scansarmi e di riderci poi. mi permetto di ordinare ciò che voglio, di scegliermi la posizione da cui meglio si possa vedere. decido di restare in disparte ma di restar vicina. ho aria da respirare. respiro. lascio a sfasciarsi da soli insignificanti dissapori, lascio, abbandono, spargo lontano semi di frutti dolciastri. verrà il giorno del raccolto, poi. vado sicura sulle mie proprie gambe, qualcuno stenta ancora a crederlo ma è più facile di quanto sembri. lascio alle retroguardie certi rumori assordanti, ho voglia di prima linea e di nuovi sentieri da percorrere. ho voglia di rincorrere treni in partenza, ho voglia di lasciare la banchina con uno zaino sulle spalle e una sciarpa colorata intorno al collo. ho voglia di non dover spiegare ma di scoprire, poco alla volta, così come farmi scoprire. sorprendere giornate a trasportarmi dove neanch'io so, un sole leggero e una luna abbozzata soltanto. scarti, graffi, schizzi di umori e fantasie. chiudere porte senza rimpianti ne rimorsi, verificare che il bagaglio sia almeno dello stesso peso. ed anche di più. perdermi senza bisogno di saper dove andare. un sapore buono, nell'aria, di quelli che sanno di brace e umidi ben conditi. nessuna colpa da recriminare. nessuno di quei sorrisi che ad un certo punto comincia a far male. solo ciò che di più vivo si possa trovare, in modo da lasciarsi andare e travolgere da onde impetuose della mente. non è questo che dovremmo esser chiamati a fare? inutile, futile lasciarsi ingannare da principi ed obblighi e vie d'uscita sbarrate in partenza. non voglio farmi abbindolare, non è quel che voglio.

giostre allegre, che risuonano lontane, che richiamano a vorticosi giri della morte, testa in giù e di nuovo in piedi. e continuo a ballare.

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giovedì, 07 febbraio 2008,11:41

per aprire gli occhi certe volte ci vuole solo il buio

più profondo.

scaraventati per terra

chissà quali desideri,

che furono. oppure mai.

squarciati poi dall'inesistenza di un noi

brancolare nell'inutile e noioso passar dei giorni

per non voler capire. e per non voler dire.

mi aprirei in due e lascerei all'aria il vuoto

che si è fatto marmo

 

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domenica, 13 gennaio 2008,03:17

nuda.

gocce di pioggia come lama
fredda, intorno agli occhi

inerme, abbraccio debolezze
e ritrovate convinzioni

nuda.

raccolgo con attenzione
pensieri stracciati
stropicciati
badando al giusto verso

orlo da ricucire,
quello delle mie certezze
inciampo su rotoli di fili aggrovigliati
passi troppo corti. troppo veloci.

ridicola.

le guance arrossiscono.
ma ora non più di delicata e inebriata
indulgenza.

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